LE ARTI MARZIALI CONTEMPORANEE

AIKIDO: si tratta di un'arte marziale giapponese. Il termine AI Kl DO è composto da tre ideogrammi; AI unità con se stessi, unione con gli altri, armonia con l'universo, KI spirito vitale e presenza partecipe, DO (via) ricerca. Il suo significato è dunque quello di una ricerca dell'armonia con se stessi e con l'universo, compiuta attraverso la propria energia interna, il proprio spirito vitale. In questo tipo di disciplina è racchiusa una serie di figure geometriche che rappresentano la tecnica. Nessuna di queste figure è predeterminata o prevale sulle altre; scopo dell'Aikido è sviluppare nel praticante la consapevolezza delle proprie risorse.

BOXE FRANCESE SAVATE: questo tipo di arte non ha origini orientali; è vero che la maggior parte delle discipline che si sono sviluppate in Europa sin dall'antichità (la lotta, il pugilato, la scherma) non avevano una didattica volta allo sviluppo psicologico del praticante e, che nella loro forma prendono più parte alla categoria dello sport che delle arti marziali, ma la Boxe Francese Savate ha sviluppato una didattica e una filosofia simili alle arti orientali. Tecnicamente la Savate è una scherma di calci e pugni, nella quale è possibile portare i colpi su tutto il corpo a esclusione della nuca, della gola e del triangolo genitale. I colpi del pugno sono simili al pugilato inglese, mentre le tecniche di gamba prevedono che il colpo venga sempre caricato con il ginocchio in linea con l'anca.

JEET-KUNE-DO: "l'arte di intercettare il pugno" è il significato che Bruce Lee ha voluto attribuire a questa disciplina "usando nessun metodo come metodo e non avendo nessuna limitazione come limitazione". Sì studiano le tecniche di percussione con tutte le parti del corpo, incluse azioni non sportive dato che sulla strada tutto è ammesso pur di sopravvivere all'aggressione. La tecnica suprema è l'anticipo, cioè l'intercettazione dell'attacco. "Il Jeet Kune Do rifugge dal superficiale, penetra nel complesso, va al cuore del problema e ne individua i fattori chiave".

ARNIS O ESCRIMA: arte marziale delle Filippine e significa corpo in movimento, prevede l'uso dei due bastoni. L' Arnis può essere anche eseguito a mani nude, rispettando i principi e le strategie delle armi. I movimenti devono essere rapidi e gli arti diventano armi da utilizzare contro colui che è armato.

PENTJAK-SILAT: si tratta di un'arte marziale nazionale Indonesiana e Malese. La parola " Pentjak " indica i movimenti del corpo usati nella pratica, " Silat " è l'applicazione nel combattimento degli stessi; questo tipo di arte è spesso accompagnata dalla musica tradizionale del gamelan ed assume la funzione di una danza in alcune celebrazioni. Oltre ad apprendere i punti deboli del corpo umano e l'uso di svariate armi, l'adepto impara anche a utilizzare pratiche magiche e meditative, ed essendo un tipo di arte pericolosa, viene fatta un'accurata selezione valutando il carattere e la moralità dell'allievo. La tecnica prevede colpi con tutte le parti del corpo, leve articolari, sbilanciamenti, immobilizzazioni, strangolamenti, tecniche con le armi tradizionali ed esercizi per lo spostamento degli arti inferiori; altra caratteristica è la posizione degli arti inferiori incrociati che permette di muoversi mantenendo protetti i genitali e di alzarsi rapidamente sferrando un calcio ed evitare un attacco.

JUDO: è un'arte marziale giapponese che ha subito un'elevata evoluzione, arrivando ad essere disciplina sportiva olimpionica (1964). Esso è basato su tecniche di proiezione e di controlli a terra e consiste in una forma di combattimento sportivo che si basa sulla lotta corpo a corpo.

JU JITSU: è un'antica arte marziale giapponese che prevede una lotta corpo a corpo, a distanza e senza l'ausilio delle armi. Si possono identificare in questa disciplina l'aspetto etico, religioso e filosofico. Colpisce l'efficacia pratica e comprende proiezioni, percussioni, leve articolari e tutto quello che serve in un combattimento corpo a corpo, rivelandosi una disciplina molto utile per la difesa personale.

KARATE: è un'arte marziale giapponese composta da pugni, calci, ginocchiate, gomitate e tecniche a mano aperta. E diviso in stili diversi che utilizzano la forza con maggiore o minore intensità. Si trovano attualmente contrapposti due modi di praticare: uno marziale che non ammette competizione, ma ricerca la perfezione tecnica intesa come unione di corpo e mente, l'altro consiste nella pratica sportiva, le cui tecniche si evolvono in funzione dei regolamenti. Le percosse possono essere portate con il taglio della mano, con il gomito e il ginocchio e con il dorso del pugno; i calci possono essere portati in linea retta, ma anche circolare e laterale.

KENDO: significa "via della spada" ed è uno stile moderno di Budo (o Via del Guerriero che comprende tutte quelle discipline che, attraverso il combattimento, mirano a un'evoluzione spirituale del praticante). E un'arte marziale giapponese che ha un'utilità pratica quasi nulla, in quanto l'insegnamento tecnico (con la spada giapponese), è subordinato a quello mentale ed al progresso spirituale. Tecnicamente prevede la scelta di bersagli quali la fronte, l'addome, il polso più avanzato, la gola e il petto che, essendo i punti vitali dell'uomo che lo rendono incapace di reagire, devono essere colpiti per poter produrre la vittoria. Questa disciplina è la più praticata in Giappone, ma anche nel mondo.

IAI DO: è un metodo di maneggio della spada giapponese, la Katana, e consiste nell'insieme di tecniche da utilizzare nel caso in cui si venga colti all'improvviso con la spada ancora nel fodero. Esso prevede la ripetizione di forme prefissate in cui si immagina l'avversario in varie situazioni; la pratica è molto severa in cui ci si trova soli con il proprio Io. Questa disciplina può assumere forme poetiche trascendendo da quella che può essere una semplice arte sportiva.

KICK BOXING: per alcuni non viene considerata un'arte marziale, piuttosto un'interpretazione in chiave sportiva delle discipline da combattimento orientali. La tecnica prevede una serie di pugni occidentali e calci sferrati anche con la tibia, ciò che accorcia le distanze tra i combattenti e, prevedendo, in questo caso, una strategia adeguata.

WUSHU: è composta da due ideogrammi, WU e SHU, la cui trascrizione corrisponde a MARZIALE e ARTE. Gli stili di allenamento sono diversi tra loro, ma si possono dividere in due gruppi principali: gli stili interni che utilizzano l'energia interna, come il Tai Chi Chuan e gli stili esterni che, come lo Shaolìn Chuan, prediligono l'uso della forza muscolare. Gli stili del Nord sono basati sull'elasticità e sulla destrezza, possono essere compiute sia a mani nude che con l'uso delle armi. Fra le armi più comuni la spada a doppio taglio, la sciabola, il bastone e la lancia.

Gli stili del Sud prevedono tecniche di mano eseguite in contrazione, calci bassi e le tecniche di Tigre e di Gru ne costituiscono la base.

KUNG FU: non è una disciplina violenta in quanto ha come obiettivo il raggiungimento del benessere psicofisico attraverso una serie di esercizi che prevedano un giusto equilibrio spirituale. Letteralmente difficile da tradurre, indica un concetto orientale inteso come mezzo trascendente per il raggiungimento della perfezione. Tecnicamente prevede studio di tecniche di pugno, di gomito, a mano aperta, tecniche di calcio, di caduta e di proiezione alcune di queste tecniche vengono eseguite in volo.

MUAY THAI: è un'arte marziale tailandese che si avvicina anch'essa ad uno sport da combattimento alla pari della Kick boxing o della lotta. Essa ha una storia che avvicina questa disciplina alle arti marziali orientali, ma la tecnica moderna ha modificato i valori che stanno alla base. I nuovi regolamenti prevedono l'introduzione di guantoni da combattimento, di categorie di peso, del ring e il regolamento vieta colpi all’inguine e i colpi di testa. Attualmente la Muay Thai si basa su 108 tecniche sulle quali ogni Maestro costruisce le proprie varianti, essa consente di utilizzare tutte le armi naturali del corpo umano per sconfiggere l'avversario nel minor tempo possibile.

TAEKWON DO: antica arte marziale Coreana che utilizza il corpo come sistema di attacco e di difesa e letteralmente significa arte del combattimento con l'uso di pugni e di calci in volo. Questa disciplina Coreana sfrutta essenzialmente la potenza e la lunghezza dell'arto inferiore. Lo scopo del Taekwon do è quello di raggiungere una perfetta armonia tra corpo e mente; si utilizzano molte tecniche di calcio in volo.

VIET VO DAO: è un tipo di arte Vietnamita ancora poco conosciuta, che prevede una serie di movimenti fluidi, agili e velocissimi; calci in volo, forbici volanti, tutti movimenti che riflettono le caratteristiche morfologiche della razza, in quanto la loro esile corporatura ha permesso di concentrare la loro abilità nella furbizia e nella velocità. Tecnicamente si eseguono calci, gomitate, colpi a mano aperta e con la punta delle dita, pugni, ginocchiate, spazzate, prese leve e proiezioni.

 

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