ARTI MARZIALI DURE E MORBIDE

La riduzione delle innumerevoli discipline a due categorie principali non deve far presumere l'esistenza di una barriera tra queste scuole. Questa affermazione viene spiegata dai concetti di yin, che vuoi dire ombra e di yang ,cioè luce ,il suo opposto complementare, i quali costituiscono i principi fondamentali dell'universo. L'eterna lotta fra la Luce e l'Oscurità è parte di tutte le tradizioni del pianeta. Questa lotta simbolica è confluita in tutti noi grazie all'esperienza del vivere quotidiano. Tutti vediamo che il mondo in cui abitiamo è il regno del chiaroscuro. La nostra percezione sensoriale ci dice che niente è completamente bianco o completamente nero. E così la divisione fra il Bene e il Male non è mai netta e, i suoi confini sono grandi come l'ala della farfalla.

La distinzione delle due arti indica un differente approccio allo studio delle tecniche e nel modo di percorrere la scala che porta al raggiungimento della maestria suprema, cioè al raffinamento dell'energia mentale e spirituale, indicata in cinese con il termine Shen. Per arrivare a questo punto, il praticante deve dapprima raggiungere l'abilità del corpo e successivamente imparare a controllarne ogni reazione, oltre che il flusso di energia e la respirazione. Gli stili esterni o arti marziali dure, privilegiano da subito le doti di velocità e potenza e risaltano lo studio di molteplici tecniche, per arrivare in seguito a rivolgere l'attenzione all'aspetto energetico e alla respirazione.

La differenza tecnica è data da un concetto fondamentale per cui la tecnica dura dice che alla forza si oppone la forza; se una persona ti attacca esercita una forza contro di te e tu, scontrandoti, opponi la tua forza. Il combattimento può essere eseguito sia con le armi che senza ed in questo ultimo caso vengono sferrati pugni, gomitate, colpi di ginocchio e di piede.

Il combattimento senza armi è quello che sta alla base di molti sottogruppi dell'arte marziale; è risultato da vari approfondimenti che i colpi sono più efficaci se eseguiti in linea retta e, se questi vengono assecondati con tutto il corpo, si ottiene una forza maggiore. Un esempio è dato dal karate, pugilato Thai, e molti altri.

Le arti marziali morbide o stili interni, privilegiano inizialmente un'abilità del corpo di tipo più introspettivo, rivolta alla consapevolezza del corpo stesso e al raggiungimento dell'armonia e della rilassatezza; in tal modo è favorito un tipo di movimento naturale che predispone ad una corretta respirazione. Solo successivamente viene sviluppata la rapidità delle tecniche apprese.

In tutte le forme di combattimento secondo questo stile viene data quindi grande importanza alle facoltà mentali e alla capacità di superare in astuzia l'avversario; il pensiero diventa guida, che insegna al corpo ad utilizzare la minor energia per sconfiggere l' avversario.

Per quanto riguarda un approfondimento tecnico bisogna dire che il principio fondamentale di questo tipo di arte, non prevede una forza di attacco, ma nel volgere all'avversario quella stessa forza che egli stesso ha prodotto, non bloccando il colpo, ma accentuandone l'intensità. Per esempio l'attaccante sferra un pugno con tutto il corpo, il difensore si sposta afferrando e tirando il pugno nella stessa direzione e verso, in modo tale che l'attaccante sbilanciandosi si trova spiazzato e il difensore può, così, facilmente atterrarlo.

Un'altra differenza tra le due arti si identifica con le diverse tecniche di respirazione. Nelle arti morbide il centro della respirazione è situato in prossimità del centro di gravità, approssimativamente sotto all'ombelico dove si trova il punto chiamato dan - dian o campo dell'elisir, centro dell'energia vitale o chi. Attraverso l'inspirazione l'ossigeno arriva in quel punto e la mente può essere educata a sentire il respiro come se vi arrivasse direttamente. Questa tecnica esercita i muscoli del diaframma .

Lo stile duro vede il centro della respirazione situato tra il plesso solare e la parte superiore della cassa toracica, non sfrutta la profondità dell'inspirazione, in quanto i polmoni non si espandono completamente, ma permettono ugualmente, l'entrata dell'aria.

L'aspetto positivo di questa respirazione è quello di permettere al praticante di accumulare un'elevata quantità di energia che però si esaurisce in breve tempo. Lo stile duro è visto più come un combattimento vero e proprio, cioè corpo a corpo con l'utilizzo superficiale dei muscoli e delle ossa.