ARTI MARZIALI IN GIAPPONE

 

Nell'epoca feudale  per tutto il periodo del Medioevo giapponese, durato molto più a lungo che in Occidente, fino al decreto Imperiale del 1876 in epoca Meiji , che privava i Samurai del diritto di portare la Katana (la Sciabola) e il  Wakìzashì (il Compagno di Cintura), ossia una sciabola più corta. Il Giappone era diviso in feudi, ciascuno dei quali era governato da un signore, il Daimio. In questo contesto in cui vigevano le guerre tra signori, i giovani venivano educati al Bujutsu (virtù marziali) con un addestramento che comprendeva le arti di combattimento del Kyu - jutsu (arte dell'arco), del Ken - jutsu (arte della spada), del Naginata­ - jutsu (arte dell'alabarda), del So - jutsu (arte della lancia) e tante altre arti con le armi.

La disciplina con le armi veniva praticata all'interno di una moltitudine di Ryu (le scuole di arti marziali) disseminate per il Giappone. In queste scuole lo Shodai (il fondatore del Ryu) e più tardi il Sensei (il maestro del Ryu) insegnavano e tramandavano al discepolo migliore della scuola il Densho del Ryu, cioè il Documento Segreto che racchiudeva le spiegazioni delle tecniche segrete dì combattimento lasciate in eredità dagli antichi Guerrieri.

Il Densho era gelosamente custodito dal Clan e poteva essere reso noto solo agli adepti della Scuola i discepoli più fidati potevano venire a conoscenza dei segreti più reconditi, mentre agli altri era consentito solo accedere alla parte più superficiale delle nozioni. I metodi di combattimento erano molteplici e c'era la possibilità di specializzarsi nelle tecniche Toshunobu (difesa a mani nude con aggressore disarmato), in quelle Bukinobu (difesa a mani nude con aggressore armato) e nel Bugei (l'Arte del Combattimento con le armi). I vari Ryu sì trovavano spesso a combattere per misurare le proprie capacità e l'efficacia del proprio stile; il Ryu sconfitto veniva disonorato e i suoi adepti lo abbandonavano per andare a seguire quello del vincitore.

La codificazione più antica per una forma di combattimento in Giappone riguarda il Sumo, la lotta legata alla Religione priva di Divinità superiori, che venera i principi della natura, ma successivamente, verso il 1185, i Guerrieri rielaborarono delle tecniche di combattimento senza armi efficaci anche contro chi ne fosse stato equipaggiato. L'Arte della Sciabola prese ad avere una importanza predominante nell'addestramento dei Samurai, in particolare a partire dal X secolo. I praticanti dei vari Ryu avevano un addestramento specifico; esso veniva contraddistinto da varie denominazioni e traeva origine dalle abilità del Maestro per quel particolare stile.

Alla pratica delle arti marziali giapponesi si accompagnava la teoria dello yin e yang che, interagendo tra loro, davano origine a tutto il creato; da questi due principi scaturivano i cinque elementi che potevano essere riordinati in due modi: secondo il primo, una cosa genera l'altra e si costituisce così un ordine armonioso, secondo l'altro, gli elementi si distruggono l'un l'altro.

Queste teorie, assieme allo studio del buddismo e delle forze positive e negative dell'universo, contribuirono in modo determinante alla formazione dei Guerrieri. Per i Guerrieri giapponesi l'arte della spada risultava la più importante in assoluto. Nell'antichità (periodo pre-feudale) la spada giapponese veniva montata nella forma chiamata Tachi e il fodero veniva sospeso alla cintura in modo complicato. Nel epoca Nembokucho, alcuni guerrieri cominciarono ad aggiungere alla vasta quantità di armi che li accompagnava in battaglia, una lama tra i sessanta e gli ottanta centimetri, il cui fodero veniva infilato sotto la cintura senza particolari accorgimenti. Questo tipo di arma venne subito utilizzato e prese il nome di Katana.

La  Katana cominciò a diventare compagno di tutti coloro che avevano il permesso di portare armi; era una spada che offriva molti vantaggi rispetto alla spada che si era usata fino allora; grazie al particolare fodero, essa poteva venire facilmente sfilata e altrettanto velocemente sguainata (i due movimenti potevano così fondersi tra loro). La Katana divenne popolare, molte lame vennero accorciate e adattate alla nuova montatura. Lo Iai, cioè il maneggio del Katana, era studiato come un completamento della scherma e si basa sulla capacità di reagire velocemente ad un attacco. Il primo a fondare una scuola che si occupasse esclusivamente dell'arte di estrarre e colpire, fu Jìnsuke Shigenobu, nel 1598 e assunse, nel corso dei secoli, differenti nomi. E la stessa scuola che ha dato origine allo stile Muso Shìnden, forse il più praticato nel Giappone contemporaneo.