REQUISITI PER LA FORMAZIONE DI UN GUERRIERO SHAOLIN

Le condizioni per arrivare ad essere un Monaco Guerriero dell'Ordine del Tempio Shaolin, erano, in principio, le stesse richieste per essere monaco di un qualsiasi ordine buddista, ovvero seguire il nobile sentiero del Buddha. Coloro che abbracciavano il cammino delle armi o che si addentravano nella conoscenza del vero Io attraverso il sacrificio, dovevano possedere una personalità solida, un corpo agile, una mente incorruttibile ed una volontà di ferro. Per i monaci, il disonore, il tradimento e la falsità erano delle trasgressioni così gravi da allontanarli per sempre dal cammino del Guerriero. Per poter scegliere le persone giuste che avrebbero in seguito ricevuto le vere conoscenze di Shaolin, i Maestri del Tempio si basavano su una serie di regole ben precise.

Prima regola: l'avarizia, l'orgoglio, l'ira, l'egoismo erano delle limitazioni del comportamento che, senza saperlo, i concorrenti dovevano superare davanti alle situazioni che i Maestri, con abilità, mettevano sulla loro strada. In questo modo il 75% dei discepoli avrebbe continuato a praticare senza sapere che non avrebbero mai raggiunto l' arte del Monastero.

Seconda regola: superata la barriera psicologica, era necessario passare quella fisica. I concorrenti venivano sottoposti a sforzi che superavano le capacità di un uomo normale.

Terza regola: durante l'apprendimento si eseguivano movimenti propri delle arti marziali e venivano scelti quegli allievi che erano in grado di interpretare e capire rapidamente i movimenti dimostrando di avere buona memoria. In questo modo si selezionavano coloro che avevano una capacità superiore di visualizzazione, coordinazione e controllo del loro corpo in rapporto allo spazio.

Quarta regola: giunti a questo livello gli allievi iniziavano i combattimenti senza nessun tipo di protezione, a mani nude oppure con armi corte o lunghe. Si identificavano i guerrieri che dimostravano una totale assenza di paura e completa disaffezione della vita, come insegnava il Buddha.

Quinta regola: a questo punto i maestri selezionavano i più bravi, e i combattimenti erano quasi sanguinari. Gli attacchi divenivano sempre più violenti obbligando gli allievi ad eseguire movimenti di difesa sempre più rapidi. In quei momenti, il combattente che continuava a mantenere la sua condizione di monaco, la sua condizione di uomo nobile, di essere umano e di non perdere l'autocontrollo, veniva selezionato.

I combattenti veri erano quelli che dopo tanti anni di pratica continuavano a rispettare e a seguire gli insegnamenti del Buddha, coloro che avevano quindi raggiunto l' Illuminazione. Dietro queste regole si nascondevano le vere conoscenze delle arti marziali di Shaolin.

Attualmente, nel Monastero Shaolin si insegnano, davanti all'allievo, delle tattiche antiche ed altre che sono considerate delle norme sportive con scopo di difesa personale, educando l'allievo a riempirsi di sapienza interna ed esterna con esercizi meno pesanti rispetto al passato.

La Via del Monaco è quella del combattente sacrificato che si educa per combattere contro l'ingiustizia, la malattia o la minaccia della morte. Secondo il codice d'onore dei monaci, le arti marziali devono essere utilizzate quando la vita è in pericolo, e non sfruttare le proprie abilità per umiliare gli altri o per sentirsi superiori in quanto questo atteggiamento si discosta dal grande insegnamento dato una volta ai Monaci Shaolin: il rispetto alla Vita.

Dal Tempio di Shaolin originario, sorsero molti monasteri che presero questo nome, forse perché divennero centri d'addestramento alle arti marziali oltre che santuari, oppure perché i monaci praticavano il buddismo Chan. Di fatto risulta che la pratica del buddismo Chan ebbe rilevanti conseguenze sulla politica della Cina. Sorsero delle società segrete che avevano molti legami con il Tempio; tra queste le più importanti erano il "Loto bianco" , "Pa Qua"e i "Boxer". Tutt'oggi esistono società segrete come le conosciute "Triadi" che hanno forti legami con la pratica delle arti marziali.

Le società più antiche (circa 1100 d.C.) sono quelle del "Loto bianco" e del "Giglio bianco" che nella loro ideologia convergevano buddismo, taoismo.

La setta del "Loto bianco" era costituita da membri che sostenevano un ex monaco di idee manicheiste il quale, una volta salito al potere come primo imperatore Mìng nel 1394, bandì la stessa setta e allontanò gli stessi monaci. La setta dei "Pa Qua" prevedeva un'ideologia basata su: I - Ching, il libro dei mutamenti. Una grande rivolta che vide questa setta coinvolta, avvenne nel 1786 a nord del fiume Giallo, al termine della quale, fu sciolta per decreto. Dalla setta "Pa Qua" presero iniziativa i Chuan conosciuti in Occidente con il nome di Boxer. Questi si incontravano di notte, praticavano arti marziali e tecniche di respirazione per andare in trance; i suoi membri, come tutte le altre sette, odiavano la presenza degli stranieri che attaccavano ogni qual volta, rappresentanti di Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Giappone si recavano con intento di sottrarre le loro ricchezze.

La società delle Triadi era legata al "Loto bianco" e si diffuse in Cina meridionale essa si riferisce alla trinità del cielo, della terra e dell'uomo. Il loro scopo era quello di abbattere la dinastia dei Chìng e si affiancavano a tutte le azioni insurrezionali che avevano questo obiettivo.

Più che una vera setta con principi religiosi e di pratica di arti marziali, le Triadi attuali hanno un rito di iniziazione con giuramento di segretezza che prevede atti vandalici, droga e prostituzione. Le Triadi del passato furono anche riconosciute legalmente dalla Repubblica Cinese, in quanto gli uomini al potere dovevano avvicinarsi un gruppo di guerrieri estremamente addestrato e pericoloso, potendo sfruttare così, le loro capacità per salvaguardare un paese così vasto come la Cina.