ARTE MARZIALE MORBIDA CINESE

La tecnica dura del Tempio Shaolin si sviluppò parallelamente al buddismo, mentre le arti marziali morbide sono cresciute con il taoismo. La somiglianza tra le due tecniche si limita all'utilizzo di forme di imitazione animalesche, ma la tecnica morbida prevede un legame maggiore con la natura; infatti, la più antica forma di pensiero cinese era il naturalismo sciamano, una teoria che spiegava la relazione tra gli esseri sia da un punto di vista mistico che logico, in quanto, il mondo era governato sia da forze spirituali che da esseri materiali. Il taoismo, che ha avuto notevole influenza su questo tipo di arte marziale, insegna che l'uomo dovrebbe vivere in armonia con la natura realizzando un rapporto fondato sull'osservazione ed assimilazione degli eventi. Pare che questa religione fosse antecedente alla nascita di Lao Tse, nel 300 a.C. e si dice che i saggi cinesi ritenevano che l'universo si strutturasse attorno al Tao, cioè il sentiero che porta dall'esistenza alla non esistenza. La costituente fondamentale del Tao è l'energia o Chi che permette di dividere l'universo in Yin, cioè ombra e Yang, cioè luce il continuo fluire dì queste due componenti ha generato le grandi meraviglie che fanno parte dell'universo. Secondo i cinesi i cinque elementi (terra, acqua, fuoco, metallo e legno) erano i componenti di tutti gli esseri viventi e venivano considerati come elementi che agiscono secondo una loro natura. Il pensiero Taoista cinese individua due ordini fra gli elementi;

Queste ideologie si intrecciano tra di loro e, i saggi, che si rifiutavano di vivere in città, cercavano sulle montagne, le leggi interne e nascoste della natura. L'arte marziale morbida è costituita dall'insieme di tre tipi di arte:

Lo Xing-yi cinese risale al 200 d.C. e prende particolarmente in considerazione la filosofia Taoista, secondo la quale, attraverso pratiche di meditazione, si cercava di riscoprire la purezza di cose come il respiro di un bambino e, di instaurare un rapporto con la natura per conoscere il posto dell'uomo nell'ordine naturale. I praticanti di questa disciplina cercavano di osservare il movimento degli animali per assumere poi le posizioni corrette per difendersi e per combattere; importante non era limitarsi solo ad imitare il movimento Xing, ma cogliere il significato che questo intendeva trasmettere Yi. Le cinque posture di base corrispondevano a ciascuno degli elementi fondamentali che, disposti in sequenza, esprimevano il loro dramma, cioè quello della creazione e della distruzione. I movimenti sono arrotondati, le parate circolari e si adottano posture basse, con gli arti inferiori piegati; in questo modo si crea più l'idea di sequenze simili agli animali, piuttosto che ad un vero e proprio combattimento. Principale scopo da raggiungere per gli allievi dello Xing yi è quello di penetrare nel pensiero o nell'intenzione di una persona, di andare cioè,"oltre la materia " ; questo concetto è più comprensibile se si analizza la cultura cinese, la cui lingua é formata da ideogrammi, caratteri che rappresentano idee e non lettere combinate. Un allievo che abbia raggiunto un livello elevato deve essere in grado di leggere lo yi grazie all'energia o forza vitale Chi. Il grado più alto che si possa raggiungere si chiama "nessuna forma, nessuna intenzione", in cui l’allievo dimostra di essere stato capace di creare come parte di sé lo Xing e lo yi che gli permettono, cosi, di combattere e di muoversi secondo concetti propri e non prestabiliti.

L'arte del Pa Qua che significa "otto diagrammi", risale a circa duecento anni fa, e si riferisce agli otto esagrammi che formano la base dell'antico testo di I Ching. Questi diagrammi sono più precisamente costituiti da linee intere o spezzate, che, sistemate a gruppi di tre, formano una serie di otto trigrammi, ciascuno dei quali con un nome proprio, i quali vennero successivamente disposti in forma circolare. Il Pa Qua prevede una serie di movimenti in cerchio e in posizione eretta. Si vuole porre in risalto la capacità di ingannare l'avversario con i movimenti a cerchio che servono per evitare il confronto diretto e carpire il momento più adatto per abbatterlo. Inizialmente si imparano le posture che corrispondono ai trigrammi per poi impararne altre, in modo tale da rendere l'allievo il più indipendente possibile dagli schemi prestabiliti. Il simbolo del Tai Chi risale forse a tremila anni fa, ed è costituito da una circonferenza esterna che rappresenta il cosmo, la quale racchiude lo yang (la luce) e lo yin (l'oscurità). La linea ondulata che li divide sta per l'eterno moto degli elementi, mentre i due punti interni dimostrano che perfino all'interno dello yang c'è yìn e viceversa. Questa nozione viene riassunta attraverso il concetto di "Supremo fondamento" e l'arte marziale da questa derivante viene chiamata "Tai chi chuan", che si rifà al concetto del chi, l'energia interiore. I cinesi ritenevano che il chi scorresse lungo il corpo attraverso dei canali chiamati "meridiani" e, che agendo su parti del corpo in rapporto con questi, fosse possibile intervenire sul suo flusso. Per esempio, il chi che scorre per un punto dell'avambraccio potrebbe essere in profonda comunicazione con il fegato; l'agopuntura è il più noto metodo di manipolazione del flusso a scopo terapeutico. Questo tipo di arte morbida prevede dei movimenti costituiti, prevalentemente, dalla capacità di mantenere a contatto il proprio polso con colui che sta di fronte; da questa particolare posizione si esercita una spinta in linea retta contro il compagno, il quale si difende deviandola lateralmente con rotazione delle anche. Si può anche eseguire un movimento che prevede un'aderenza tra le mani, la quale deve essere tenuta per tutta l'esercitazione. Questi movimenti rappresentano degli aspetti fondamentali del Tai chi, perché una volta creato il contatto stretto con l'avversario sì possono praticare leve, tecniche di immobilizzazione o di pressione sui suoi punti vitali, l'insegnamento di queste tre arti marziali può seguire la gerarchia sopra descritta , in quanto il Tai chi viene considerata l'arte marziale morbida per eccellenza, da apprendere solo una volta imparate le prime due (Xing - yi e Pa Qua). Essa, infatti, unisce le difficoltà pratiche dello Xìng – yi, del Pa Qua e di molte altre nuove tecniche. Gli obiettivi fondamentali delle tre arti marziali interne, oltre ad essere la pratica della filosofia taoista, sono il controllo della respirazione e la coltivazione del chi, affiancate da esercizi di ginnastica ritmica per raggiungere il perfezionamento della salute e il conseguimento della longevità. La pratica delle arti marziali morbide deve portare l'allievo a reagire con calma e naturalezza durante il combattimento, a non avere preoccupazioni d'ordine tecnico, né paure o incertezze.