STORIA DELLE ARTI MARZIALI

  

ORIGINI

E' difficile trovare dei libri che diano delle indicazioni precise sulle origini delle arti marziali; vi sono, infatti, molti dubbi relativi alle fonti, poiché i documenti trovati sono molto incerti e poco chiari, in quanto i monaci fondatori, tramandavano verbalmente il loro sapere.

Forse la testimonianza più antica sulle origini delle arti marziali risale al ritrovamento di due statuette babilonesi datate fra il 3000 e il 2000 a.C. che rappresentano la parata, cioè la posizione fondamentale nelle moderne arti marziali.

Altrettanto insicure sono le fonti che testimoniano la nascita in Mesopotamia delle arti marziali, un luogo che con le sue ricchezze, avrebbe avuto la possibilità di "mantenere" professionisti in molti campi, soprattutto i praticanti di arti marziali, in quanto necessitavano di tempo per gli allenamenti e lo studio; il risultato di queste applicazioni avrebbe portato il praticante di arti marziali a seguire un mercante od un sovrano come guardia del corpo. Il problema che mette in dubbio una probabile relazione commerciale tra i paesi dell'Asia sarebbe data dall'incredula possibilità dei commercianti di riuscire ad attraversare un continente così vasto; ci sono, al contrario delle fonti che testimonierebbero i primi commerci tra la civiltà dell'India settentrionale e la Mesopotamia, verso il 2500 a.C. e che, verso il 1300 a.C. , in un'area che si estendeva dalla Cina all'Europa, circolava un'ascia di bronzo.

Benché tra India e Mesopotamia si commerciasse già dal 2500 a.C. , sembra che gli scambi tra India e Cina si possano far risalire solo al VI secolo d.C. perché fu in quel periodo che i monaci che percorrevano le vie della seta, iniziarono a fondare templi utilizzati come centri culturali.

L'arte che aveva le radici in Mesopotamia si diffuse in Oriente, dove la Cina e l'India raccolsero delle nozioni primitive che trasformarono, fino a culminare in quelle che oggi sono le tecniche più sofisticate che fanno parte dell'arte marziale.

L'arte marziale è il risultato di quello che nel passato fu un uso calcolato della respirazione e di una serie di esercizi combinati, per cercare di sviluppare doti come la forza, la potenza, la calma, unite ad uno spiccato senso religioso.

Nelle scuole, che si identificano principalmente nei monasteri, la pratica si svolgeva in assoluta segretezza e, perfino le stesse scuole, venivano tenute nascoste alle autorità; le tecniche di combattimento non venivano trascritte, ma tramandate verbalmente soltanto a coloro che avevano giurato di mantenere il segreto ed è per questo motivo che si ha difficoltà a recuperare testi scritti.

"Il sapere può essere comunicato, ma la sapienza No. Non può essere trovata, ma può essere vissuta".

In Oriente si presuppone che la differenziazione di questa disciplina avvenne in un periodo compreso tra il V secolo a.C. e il III secolo d.C.

In questo periodo non si deve fare una distinzione tra le arti marziali e la guerra, dato che entrambi hanno a che fare con il combattere. Prima del 500 a.C. l'attuale Repubblica Popolare Cinese era suddivisa in tante piccole nazioni, dove gli eserciti si trovavano a combattere individualmente, mettendo in pratica ciò che costituisce l'attuale arte marziale. Gradualmente questi piccoli stati furono annessi a quelli più potenti e il risultato fu uno sviluppo del commercio.

Si crearono nuovi eserciti sempre più addestrati e preparati, e anche le armi risultavano più potenti grazie all'utilizzo di acciaio sempre più raffinato e resistente.

Dal 300 a.C. le arti militari si trasformarono in arti marziali grazie allo sviluppo del commercio; i mercanti che dovevano attraversare le campagne colme di fuorilegge, erano obbligati ad assumere "guardie del corpo" che proteggessero la loro merce. Probabilmente furono queste le cause che favorirono lo sviluppo delle arti marziali in Oriente.

Le arti marziali non sono nate solo ed esclusivamente per finì militari: è, infatti, attorno al 500 a.C. che Confucio teorizzò la sua visione sulla società, Lao Tse attorno al 300 a.C. scrisse "la Via della natura" e che queste siano state le fondamenta dell'arte marziale Cinese combinando, così in modo armonico, la teoria con la pratica.

Importante è la nascita del Buddismo nel 560 a.C. per opera del principe Gautama Siddharta Buddha in India che ha influenzato in modo radicale le scuole di India,Cina e Giappone.

In India, nella seconda metà del I millennio a.C. , il grado dì specializzazione militare era inferiore rispetto a quello raggiunto in Cina; il motivo va ricercato nel fatto che qui i combattenti venivano assoldati tra gli aristocratici istruiti e colti che limitavano la pratica dell'arte marziale ad un semplice addestramento generale.

 

LA LEGGENDA DI BODHIDARMA 

Sì pensa che un monaco indiano nel 520 d.C. si recò in Cina nella città di Kuang dove fu accolto dall'imperatore Wu-di della dinastia Liang e proseguì il suo cammino fino ai piedi del monte Song Shan, dove adesso si trova il tempio Shaolin.

Il suo scopo era quello di diffondere una nuova concezione del buddismo, attraverso lunghi periodi di stasi meditativa; ben presto furono molti i seguaci di Bodhidharma e il Maestro insegnò loro tecniche di respirazione ed esercizi per sviluppare la forza e l'autodifesa. Nel corso del suo pellegrinaggio pare avesse introdotto nel tempio di Sahaolin un metodo basato sull'addestramento relativo alla convinzione che corpo e mente non sono due entità separate e in contrapposizione tra loro. Da questo particolare insegnamento nacque il Chan cinese e lo Zen giapponese. Se la leggenda corrispondesse alla verità, la figura di Bodhidharrna avrebbe una doppia importanza in quanto fondatore della lotta Sahaolin e del buddismo (Chan).

Il tempio di Shaolin fu costruito nel V secolo d.C. , dal 528 fu destinato all'alloggiamento delle truppe e bruciò nel 535. L'arte marziale militare si diffuse grazie all'espansione di religioni quali il taoismo e il buddismo in Cina, lo Zen in Giappone; si affiancò, così, alle tecniche di combattimento il concetto di sviluppo spirituale e della salute fisica.

Gli stili militari tra Cina e India erano completamente diversi, ma tra le arti marziali dei due paesi esisteva una relazione molto stretta; per esempio, la sequenza dei movimenti di una particolare arte marziale Indiana il "Kalaripayat" era molto simile a quella del Kung fu praticato ad Hong Kong.

Ci sono alcune fonti che testimonierebbero la nascita delle arti marziali prima ancora dell'arrivo del Grande Maestro. Secondo Hua Duo, un medico vissuto durante il periodo dei Tre Regni (220-65 d.C.), la tecnica si basava sui movimenti di cinque animali: la tigre, l'orso, la scimmia, la cicogna e il cervo. La sequenza di questi movimenti sta alla base dell'arte marziale cinese che si pratica attualmente ed è per questo motivo che esistono molte controversie sulla precisa nascita delle arti marziali. Parallelamente a questo periodo nell'India meridionale si presume venissero già tramandati i metodi per colpire i punti vitali dell'avversario (cioè quelli che necessitano di un unico colpo per abbatterlo), e ne sono testimonianza i "Sastra", antichi testi indiani.

Il  problema relativo agli scambi culturali tra questi due paesi può essere spiegato se si pensa che a quell'epoca esistevano categorie quali mercanti e monaci diplomatici. La strada che divideva l'India dalla Cina era lunga e pericolosa,e, per questo motivo i mercanti assumevano guardie del corpo ben addestrate che avevano la possibilità di incontrare nuove culture ed evolversi. Questo successe ancora prima della nascita del Buddha e, verso la metà del VI secolo a.C. quando il buddismo iniziò a rafforzarsi, i monaci indiani iniziarono a viaggiare; la prima comunità buddista insediatasi in Cina, risale al 65 d.C. ; da questo momento iniziò una invasione della cultura Indiana in quella Cinese alla ricerca dei luoghi santi.

È impossibile stabilire con precisione se le arti marziali siano nate prima in Cina o in India, ma è sicuro che entrambe presentano una stretta relazione con le arti marziali attuali; inoltre, le dottrine del buddismo, confucianesimo e taoismo sono alla base delle tradizioni delle arti marziali che hanno coinvolto tutta l'Asia.

Dal III secolo d.C. le arti marziali hanno subito un arricchimento sia dal punto di vista tecnico che filosofico a fianco della religione buddista; sono tante le arti marziali che possiamo distinguere oggi, e, soprattutto, tale diversificazione è stata determinata dal coinvolgimento di paesi come la Corea, il Giappone ed il sud - est Asiatico. Si può affermare che il Giappone è il paese che più di tutti ha subito l'influenza della cultura cinese e attualmente vanta il maggior numero di praticanti in rapporto alla popolazione e la maggior varietà di discipline.

L'Occidente, benché avesse avuto sin dal 1400 dei rapporti con l'Oriente, non si avvicinò alla pratica delle arti marziali perché i Maestri erano molto gelosi delle loro conoscenze e, inoltre, non vedevano positivamente la presenza di questi "stranieri". Fu solo nel 1900 che il Judo e altre arti marziali vennero importati in Occidente e, l'interesse crebbe fino al 1945 in corrispondenza della Seconda Guerra Mondiale quando molti soldati occidentali che si trovavano in Giappone, studiarono le arti marziali che poi insegnarono e diffusero, minor successo ebbero, invece, le discipline cinesi anche per il problema della segretezza sopra precisato.