STORIA DELL'AYURVEDA

 

Àll'inizio della Creazione c'era Dio, incarnazione del desiderio, pervaso dal desiderio di creare universo. Questo desiderio fu il primo potere creativo dell'Onnisciente. Egli e il suo stesso grande desiderio di creazione erano concentrati nello stesso luogo: l'intera estensione dello spazio.

Atharvaveda 12:2



 
LE CITTA' STATO DELLA VALLE DELL'INDO

 

L'lndia in cui ebbe origine l'Ayurveda ci è in gran parte sconosciuta. Sappiamo che la fertile valle dell'Indo ospitava molte città stato, tra il tremilacinquecento e il millecinquecento a.C. in quella che oggi è considerata una delle cinque culle della civiltà, insieme con Egitto, Sumeria, Cina, e Perù.

 È noto che queste città stato erano solide, raffinate e si estendevano da mille fino a più di un milione di Km2, nella regione che oggi corrisponde all'India nord-occidentale. La terra, irrigata da un grande sistema fluviale, era molto fertile e permetteva di produrre oltre il fabbisogno.                                           

Ciò portò allo sviluppo del commercio e all'urbanizzazione. Le città erano organizzate bene, disponevano di un complesso sistema di scrittura pittografica, di uno standard per i pesi e le misure e di modelli costruttivi molto ben concepiti. Mohenjodaro e Harappa erano i centri principali di questa grande civiltà e la loro attenta pianificazione rifletteva un ordine politico coerente e ben definito. Disponevano di un avanzato sistema di fognature e avevano generalmente un livello sanitario particolarmente elevato, che trova riscontro nell'attenzione riservata dalla letteratura Vedica ai principi d'igiene. Le case di pietra e mattoni erano costruite nel rispetto di un comune progetto urbano e in modo tale da permettere il flusso di energia vitale nella collettività.

Era una ricca cultura di orientamento naturalistico che praticava il culto della Dea Madre. Al pari di altre civiltà del tempo, vaste estensioni di terra erano riservate alla coltivazione di cotone, grano e altri cereali. C'erano fiorenti scambi commerciali con il paese di Sumer, attraverso il golfo persico e il mare arabico e sono stati persino ritrovati complessi giocattoli di argilla, che testimoniano ulteriormente la prosperità e la profondità di questa antica cultura. Sembra che questa civiltà cominciasse a vacillare, verso il millesettecento a.C. probabilmente a causa d'invasioni nemiche, mutamenti climatici e deviazioni nel corso del fiume Indo.

La conoscenza dell'Ayurveda sorse da questa sofisticata cultura in evoluzione. La tradizione vuole che i Rishi, gli antichi saggi indiani, sentissero la necessità di allontanarsi dalla civiltà per trovare la calma e la chiarezza necessarie a sviluppare quella conoscenza che essi ricercavano con tanto zelo. Così, in un lontano passato, un folto gruppo di Rishi proveniente da questa fiorente cultura si ritrovò ai piedi dell'Himalaya per affrontare il problema della malattia e dei suoi effetti sul genere umano. Il loro obiettivo era l'eliminazione della malattia, non solo nell'uomo ma in tutte le creature; su questo essi meditarono e da quelle meditazioni hanno avuto origine le conoscenze dell'Ayurveda.

                                                                

I VEDA

 

Le origini della tradizione Vedica, da cui proviene l'Ayurveda, sono oscure ma si pensa siano da porsi in relazione con l'emigrazione, avvenuta nel subcontinente indiano, di un popolo di lingua indoeuropea, proveniente da nord-ovest, che si stabilì nella valle dell'Indo intorno al duemila a.C. Le scritture indiane li chiamano Ariani un nome che viene variamente tradotto come "itineranti" o "girovaghi".

Gli Ariani Vedici portarono con sé concetti religiosi, riti, una pozione che ampliava la coscienza (Soma) e una serie di divinità naturalistiche. Alcune di queste divinità sembrano corrispondere ad altre delle tradizioni greche, romane e persiane, facendo supporre una possibile origine preistorica comune. La religione che gli Ariani svilupparono tra il duemila e il millecinquecento a.C. è descritta in una raccolta di inni e canti chiamata Veda, che letteralmente significa "conoscenza".

Gli induisti hanno sempre considerato i Veda eterni e di origine divina, ritenendo i Rishi solo dei veggenti che scrivevano ciò che veniva loro trasmesso, per ispirazione divina, direttamente dal Sé supremo.

I testi che formano i Veda sono quattro: il Rigveda, il Samaveda, lo Yajurveda e l'Atharvaveda.

                                                                       

IL RIG VEDA

E il più antico e consta di oltre mille inni. Gli altri Veda si basano su questa opera, che raccoglie gran parte della conoscenza Vedìca sullo Yoga, la Meditazione, i Mantra, l'Ayurveda e Stapatya Veda. Rig Veda è collegato con Stapatya VedaScienza dell'Architettura. In genere gli studiosi lo fanno risalire intorno al millecinquecento a.C. sebbene alcuni osservino che gli scavi archeologici e i riferimenti astronomici indichino un periodo molto precedente.

 

IL SAMA VEDA

Il Samaveda riporta vari inni del Rigveda in forma più musicale e rappresenta l'estasi e la beatitudine della Realizzazione. Se il Rigvedaè il passo, il Samavedaè la danza; il primo è la parola, il secondo l'intelletto. Il Sama Veda è collegato con  Gandarva VedaScienza della Musica.

  

LO YAJUR VEDA

Tratta dei diversi rituali Yogi e dei sacrifici per purificare la mente e risvegliare la coscienza. I rituali si propongono di rappresentare l'universo all'interno dell'individuo, per realizzare l'unione fra le due dimensioni. Yajur Veda è collegato con Dhanur VedaArti Marziali.

 

L'ATHARVA VEDA

Considerato l'ultimo e il meno antico dei Veda, questo testo contiene canti e incantesimi per calmare gli Dei e Mantra per allontanare il male, la sfortuna, i nemici e le malattie. A differenza degli altri Veda, riporta formule magiche usate dai sacerdoti. L'Atharva Veda è collegato con Ayur Veda – la Medicina.

Ognuno dei quattro Veda è diviso in due parti distinte, Mantra e Brahmana. L'una contiene preghiere e lodi a vari aspetti dell’Assoluto, l'altra istruzioni dettagliate per lo svolgimento delle cerimonie in cui venivano utilizzati i Mantra.

Della cosiddetta "letteratura Vedica" fanno anche parte testi che forniscono segrete spiegazioni mistiche dei rituali (Aranyaka), e le Upanishad, massima espressione (della filosofia Vedanta, di cui possiamo dare solo qualche breve cenno. Complessivamente, questi trattati sono noti come Shruti, "conoscenza ricevuta", in contrapposizione a Smirti (come la Bhagavad Gita), che è invece "conoscenza ricordata".

                                                                 

LE UPANISHAD

Verso la fine del periodo Vedico, le concezioni relative alle funzioni Rituali e Sacrificali vennero interpretate come rappresentazioni simboliche di un insegnamento spirituale. Presso le scuole dell'epoca sorsero varie speculazioni di natura cosmologica, che furono poi raccolte in una serie di trattati denominati Upanishad. In essi si descrive con particolare attenzione il significato spirituale del rituale Vedico e la sua relazione con il genere umano.

L' insegnamento fondamentale delle Upanishad può trasparire dall'analisi di sei grandi enunciati.

  

MAHAVAKYA

 

·        Aham Brahmasmi: Io sono Brahma.

Così si stabilisce che l'individuo è lo stesso Sé supremo. Le Upanishad insegnano che il proprio Sé è

la presenza del Sé supremo nel cuore.

 

·        Ayam Atma Brahma: il è Brahma.

Questo afferma l'unità del Sé individuale con l'Assoluto, implicando che "Assoluto" è il in

tutti gli esseri.

 

·        Tat Tvam asi: Tu sei Quello.

La coscienza è ovunque e in ogni cosa; solo la mente produce l'illusione dell'esistenza di "altro"

da .

 

·        Prajnanam Brahma: L'intelligenza è Brahma.

Con ciò si afferma che l'intelligenza individuale è la presenza in noi dell'intelligenza divina, per

mezzo della quale si può realizzare l'Assoluto.

 

·        Sarvam khalavidam Brahma:Tutto l'universo è Brahma.

L'unico Sé supremo è tutto ciò che è o che non è: nient'altro è, era o sarà mai, eccetto Brahma.

 

·        So ham :Egli sono Io.

Così si rivela l'Assoluto nel ciclo naturale della respirazione.

So è il suono naturale dell'inspirazione, ham quello dell'espirazione.

 

Esistono inoltre molti altri testi secondari, degni di essere studiati e rispettati. Come esempi si possono citare i Purana, gli Itihasa e gli Agama.

 

LE ORIGINI DELLA MEDICINA AYURVEDICA

Il  Comus della letteratura induista sulla medicina e la salute si chiama Ayurveda, ovvero scienza della lunga vita. Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che l'Ayurveda fosse un Veda minore, forse supplementare all'Atharvaveda, ma altri contestano questa tesi. A prescindere dalla loro collocazione letteraria, questi testi sono comunque considerati scritture sacre.

I più antichi testi vedici, scritti tra il millecinquecento e il milleduecento a.C. trattavano in modo particolare dell' età avanzata, dì svariate afflizioni e prescrivevano cure che comprendevano l'uso di preghiere e rimedi erboristici. Ancora più importante è rilevare che le concezioni Vedice antiche sulla formazione dell'essere umano corrispondono alle più tarde descrizioni Ayurvedice.

L'origine della conoscenza medica Ayurvedica sembra derivare da una combinazione di quanto appreso per diretta ispirazione divina e della memoria di insegnamenti degli antichi saggi.

Nel Caraka Samhita, il principale e più antico testo Ayurvedico conosciuto, la narrazione inizia proprio con un raduno di grandi sapienti: i più saggi e santi uomini della valle dell'Indo si radunarono ai piedi dell'Himalaya per affrontare il problema della malattia, da cui essi desideravano liberare tutti gli esseri viventi, in modo che il popolo potesse osservare gli obblighi religiosi e procedere verso la realizzazione del Sé.

Il  Caraka Samhita prosegue quindi il racconto, dicendo che i saggi incaricarono Bhardwaja di recarsi da lndra, un dio che era esperto di cure e medicine. Indra aveva appreso la  conoscenza dagli Ashwin (medici celesti), che a loro volta l'avevano ricevuta dallo stesso Brahma. Anche nel Sushruta Samhita, un altro importante testo Ayurvedico che tratta in particolare di chirurgia, l'origine della conoscenza ha natura divina, sebbene in questo caso il messaggero sia Dhanvantari e non Bhardwaja.

Si può notare come i testi Ayurvedici implichino una relazione tra conoscenza medica e pensiero religioso e filosofico, di cui non escludono che la prima possa rappresentare un'evoluzione.

 

 

LIBRI

 

Brihat Trayi - Grande trio:    Charaka Samhita

                          

                                                 Shushruta Samhita

 

                                                 Vabhatta Samhita

 

 

Laghu Trayi - Piccolo trio :     Madhava Nidam Samhita

 

                                                  Sharngadhara Samhita

 

                                                  Bhavaprakash Samhita

 

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